Ciclismo: il Trittico delle Ardenne 2017

Le classiche delle Ardenne sono tre classiche ciclistiche che si tengono ogni anno a metà aprile tra le Ardenne e il Limburgo, caratterizzate dal profilo ondulato, con salite ripide, strette e lunghezza di qualche km. Le tre corse si tengono solitamente vicine l’una all’altra, attualmente nel giro di una settimana. Seguono, nel calendario ciclistico, le classiche del pavé, insieme alle quali costituiscono la cosiddetta Campagna del Nord.

Paesi Bassi: Amstel Gold Race (terza domenica di aprile)
Quaranta chilometri di spettacolo puro sulle Ardenne: Philippe Gilbert è uscito vincente da una straordinaria lotta all’Amstel Gold Race 2017 al termine di un testa a testa con Michal Kwiatkowski, con il belga che ha attaccato addirittura a 40 chilometri dall’arrivo con altri uomini. Nona posizione per Sonny Colbrelli, il migliore degli italiani.
Prima parte di gara classica, con la fuga che si è staccata dopo qualche chilometro e alcuni tentativi. Lars Boom (LottoNL – Jumbo), Nikita Stalnov (Astana), Mads Wurtz Schmidt (Katusha – Alpecin), Stijn Vandenbergh (Ag2r La Mondiale), Tim Ariesen (Roompot – Nederlandse Loterij), Michal Paluta (CCC Sprandi), Brendan Canty (Cannondale – Drapac), Johann Van Zyl (Dimension Data), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen – Baloise), Pieter Vanspeybrouck (Wanty – Groupe Gobert), Vincenzo Albanese (Bardiani – CSF) e Fabien Grellier (Direct Energie) hanno preso vantaggio sul gruppo, che inizialmente ha lasciato spazio facendo lievitare il vantaggio fino a 7′ in breve tempo. Da quel momento, non ha più concesso nulla stabilizzando il gap. Una volta arrivato in vista degli ultimi 100 chilometri, però, ha alzato il ritmo, riportandosi sotto i 5′ di distanza.
I primi movimenti delle squadre dei big si sono visti al secondo passaggio sul Cauberg, dove ci sono stati anche alcuni attacchi, subito rintuzzati dalla testa del gruppo. Successivamente la Bmc ha preso in mano le operazioni, facendo impennare l’andatura a 70 chilometri dal traguardo, provando a rendere dura la corsa in favore di Greg Van Avermaet, vincitore sette giorni fa della Parigi-Roubaix, e riportandosi a meno di un minuto dai battistrada, molto affaticati anche a causa del vento piuttosto intenso durante la gara. Con il gruppo lanciato, tutti i fuggitivi sono stati riacciuffati tra i -50 e i -40.
Appena in tempo per accendere la miccia sul Kruisberg: Tiesj Benoot (Lotto Soudal) ha attaccato deciso, portando via un gruppetto di 6 uomini comprendente Bert-Jan Lindeman (Lotto NL – Jumbo), Michael Albasini (ORICA – Scott), Sergio Henao (Sky), Nathan Haas (Dimension Data) e Philippe Gilbert (QuickStep-Floors), grande favorito della vigilia. Poco dopo sono rientrati anche Ion Izagirre (Bahrain – Merida) e Jose Joaquin Rojas (Movistar), formando un gruppetto molto interessante di 8 uomini con un leggero margine di vantaggio sul resto del gruppo, che però ha perso compattezza nel tentativo di inseguire sull’Eyserbosweg. Sfortunatissimo, Benoot ha perso contatto dalla testa della corsa a causa di un problema meccanico.
Altra accelerazione in gruppo sul Keutenberg, a poco più di 30 dall’arrivo: Michal Kwiatkowski (Team Sky) è riuscito a sbarazzarsi della compagnia di Greg Van Avermaet (Bmc), Alejandro Valverde (Movistar), Fabio Felline (Trek Segafredo) e Tim Wellens e riportarsi sulla testa della corsa, distante una decina di secondi. Il quartetto rimasto ha provato ad andare via di ritmo ed è stato raggiunto qualche chilometro dopo da Bob Jungels (QuickStep-Floors), Rui Costa (UAE Emirates) e Warren Barguil (Sunweb), sempre ad una distanza ridotta dai primi nell’avvicinamento all’ultimo passaggio sul Cauberg.
Sulla salita simbolo della corsa, però, non ci sono stati scossoni e le posizioni si sono cristallizzate, con i primi inseguitori che sono scivolati a 30” dai migliori mentre il gruppo principale è andato ben oltre il minuto di distacco. Anche il Geulhemmerberg è passato senza fare danni, mentre sul Bemelerberg, nonostante una pendenza molto bassa, prima Kwiatkowski e poi Gilbert hanno abbattuto le difese degli avversari, scavando un vantaggio decisivo pedalata dopo pedalata, metro dopo metro. Il vincitore della Sanremo e il vincitore del Fiandre hanno trovato subito l’accordo e sono riusciti ad involarsi verso la volata a due.
Nel rettilineo finale i due si sono studiati, con Gilbert in testa. Kwiatkowski ha provato a lasciare lo spazio per partire in progressione come alla Sanremo e la sua impostazione della volata sembrava ancora una volta vincente quando è riuscito a prendere 5 metri di vantaggio. Il polacco, però, potrebbe essere partito troppo presto e in una volata allo sfinimento Gilbert è riuscito a chiudere il buco e a superarlo negli ultimi 75 metri firmando il poker all’Amstel Gold Race, in quella che ricorderemo senza dubbio come la più bella degli ultimi anni.
Michael Albasini ha regolato il gruppetto dei battuti davanti ad Haas e Rojas, rispettivamente in quarta e quinta posizione. Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) ha chiuso al secondo posto la volata del gruppo (rientrato sugli inseguitori con Van Avermaet e Valverde, oltre Felline e altri), tagliando il traguardo in nona posizione al termine di una buona gara, che però si è sviluppata in maniera troppo selettiva per consentirgli di competere per il successo.

Belgio: Freccia Vallone (il mercoledì seguente)
Quattro vittorie consecutive, cinque in carriera: Alejandro Valverde sempre più embatido alla Freccia Vallone. Oggi si è imposto nell’edizione 2017, con uno scatto definitivo e risolutivo negli ultimi 200 metri del Muro di Huy, che gli ha permesso di fare la differenza rispetto a tutti gli avversari.
La prima parte di gara si è svolta in maniera regolare, complice anche un percorso non certo impegnativo in questa fase. Dopo qualche tentativo, Fabien Doubey (Wanty-Groupe Gobert), Romain Guillemois (Direct Energie), Daniel Pearson (Aqua Blue Sport), Yoann Bagot (Cofidis), Nils Politt (Katusha Alpecin) e Olivier Pardini (WB Veranclassic Protect) sono riusciti ad andare in fuga, costruendo un buon vantaggio sul gruppo, arrivato a superare abbondantemente i 5′.
Purtroppo, però, non è mai sembrato sufficiente per andare a giocarsi la vittoria, con la Movistar e la Orica-Scott che hanno sempre tenuto un buon margine in testa al gruppo. Ad una cinquantina di chilometri dal traguardo, dopo il primo passaggio sul Muro di Huy, ha provato ad attaccare Alessandro De Marchi (Bmc), il cui tentativo però non ha avuto fortuna, tamponato subito da Carlos Betancur (Movistar). Questo, però, è stato solamente un antipasto di un tentativo più concreto nato sul penultimo passaggio dalla côte de Cherave che gli ha consentito di attaccare il Muro di Huy, al secondo passaggio, in solitaria.
Dopo lo scollinamento ha attaccato dal gruppo Bob Jungels (QuickStep-Floors), che si è riportato rapidamente sull’italiano per costruire un vantaggio interessante sul resto dei corridori, con la fuga riassorbita a più riprese una volta entrati negli ultimi 40 chilometri. I due dapprima sono riusciti a guadagnare 30”, procedendo di comune accordo. Poi il lussemburghese ha tirato dritto e a circa 12 chilometri dal traguardo si è ritrovato da solo al comando, arrivando a 50” di margine sul gruppo, sempre tirato dalle solite squadre, grazie alle sue ottime doti di passista.
Dal plotone ha provato a reagire Rafa Majka (Bora-Hansagrohe) sulla côte de Cherave, ma Gianni Moscon (Team Sky) ha prontamente risposto portandosi dietro tutto il gruppo e poi trascinandolo nella fase successiva per provare a ricucire il gap creato da Jungels prima dell’ultimo chilometro, tutti in salita sul Muro di Huy.
Diego Rosa ha prodotto un buono sforzo nella prima parte di salita in favore dei compagni al team Sky Michal Kwiatkowski e Sergio Henao, riportando l’intero gruppo su Jungels, comunque protagonista assoluto di questa corsa. David Gaudu (FDJ) ha provato ad anticipare la volata a 250 metri dalla conclusione ma Alejandro Valverde (Movistar) gli ha preso la ruota e quando ha aperto il gas è riuscito a fare immediatamente la differenza, involandosi verso il quarto successo consecutivo alla Freccia Vallone, il quinto della carriera. Sul Muro di Huy, praticamente, è imbattibile. Daniel Martin (QuickStep-Floors) è riuscito a risalire diverse posizioni nel finale per chiudere in seconda posizione mentre Dylan Teuns (Bmc) ha chiuso in terza posizione. A seguire Sergio Henao e Michael Albasini (Orica-Scott), mentre Barguil e Kwiatkowski hanno occupato sesta e settima piazza. Diego Ulissi (UAE Emirates) ha chiuso in decima posizione, nonostante per alcune fasi si fosse portato in testa al gruppo dei migliori proprio nel cuore del muro conclusivo.

Belgio: Liegi-Bastogne-Liegi (quarta domenica di aprile) soprannominata la Doyenne (in italiano la Decana)
La quarta Liegi-Bastogne-Liegi di Alejandro Valverde ha una dedica speciale. Con gli occhi lucidi, dopo l’arrivo trionfante ad Ans, lo spagnolo ha subito parole per l’amico Michele Scarponi, scomparso il giorno precedente. Per il corridore della Movistar, che ha deciso di donare il premio della vittoria alla famiglia del marchigiano, si tratta del quarto successo dopo quelli ottenuti nel 2006, 2008 e 2015 nella Decana delle Classiche, quarta Monumento della Stagione. Questa settimana aveva vinto anche la Freccia Vallone nella giornata di mercoledì.
Aaron Gate (Aqua Blue Sport), Fabien Grellier (Direct Energie), Nicky Van der Lijke (Roompot – Nederlandse Loterij), Bart De Clerq (Lotto Soudal), Mekseb Debesay (Dimension Data), Anthony Perez e Stephane Rossetto (Cofidis) e Tiago Machado (Katusha – Alpecin) hanno animato la fuga di giornata, che ha trovato in breve tempo il benestare del gruppo, arrivando ad avere oltre 10′ di vantaggio nella fase centrale di corsa, dopo le prime côte. Debesay si è staccato già sulle prime difficoltà, ma per il resto gli altri sono riusciti a mantenere un buon accordo e una buona andatura. La Movistar non ha mai imposto un ritmo eccessivo in gruppo e questo vantaggio è rimasto elevato anche dopo le prime salite vere.
Pur recuperando, il gruppo è arrivato ai piedi della Côte de la Redoute, passaggio fondamentale della competizione all’interno degli ultimi 40 chilometri, con quasi 5′ di ritardo. Poco più avanti un gruppetto di contrattaccanti composto da Alessandro De Marchi (BMC), Pierre Latour (AG2R La Mondiale), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Carlos Betancur (Movistar), Omar Fraile e Nathan Haas (Dimension Data) e Gianluca Brambilla (Quick-Step Floors), che però è stato riassorbito proprio in concomitanza della vetta dell’ascesa, anche a causa di un attacco portato in prima persona da Valverde per coprire su altri allunghi che si erano sviluppati in precedenza. Il plotone principale, di fatto, è entrato negli ultimi 30 chilometri con oltre 3’30” di distacco Perez, che proprio sulla Redoute è riuscito a staccare gli ex compagni d’avventura e portarsi da solo in testa alla corsa.
Nel tratto tra la Redoute e la Côte de La Roche-aux-Faucons il gruppo, tirato dalla QuickStep-Floors, è riuscito a riportarsi a distanza di sicurezza da Pere, che ha guadagnato una trentina di secondi di vantaggio sugli altri reduci della fuga. Sulla penultima salita di giornata Sergio Henao (Team Sky) ha attaccato con Damiano Caruso (Bmc) e Tom Dumoulin (Sunweb). Dal gruppo ha prontamente risposto Roman Kreuziger (Orica-Scott), alzando esponenzialmente il ritmo e mettendo in fila indiana il gruppo principale. Nel falsopiano successivo si è sviluppato un attacco di otto uomini: Sam Oomen (Sunweb), Michael Woods e Davide Villella (Cannondale Drapac), Alexis Vuillermoz (AG2R), Tim Wellens (Lotto Soudal), Damiano Caruso (Bmc), Patrick Konrad (Bora Hansgrohe) e lo stesso Kreuziger. Questi uomini hanno preso una ventina di secondi di margine, ma il Team Sky, escluso, ha ricucito il gap prima della Côte de Saint-Nicolas grazie a Gianni Moscon. Al comando, nel mentre, si era portato Rossetto, che era in fuga dalla prima ora.
Tim Wellens, anche con il gruppo pochi metri più indietro, ha accelerato nuovamente, si è riportato su Rossetto e con il francese incollato alla ruota ha attaccato il Saint-Nicolas. Davide Villella ha provato ad attaccare sin dalle prime rampe della salita e si è portato al comando della corsa, ma dalle sue spalle sono risaliti i big condotti da un allungo di Sergio Henao (Team Sky) e Michael Albasini (Orica-Scott), cui si sono poi accodati tutti gli altri. In vetta, sfruttando un attimo di esitazione, ha accelerato Davide Formolo (Cannondale Drapac): nelle successive curve si è creato un buco di circa 10”, con Movistar e Orica-Scott che si sono organizzate all’inseguimento, per quanto possibile
L’azione dell’italiano si è esaurito solo a 500 metri dall’arrivo, raggiunto da Daniel Martin (QuickStep-Floors), che ha portato il suo solito attacco a 700 metri dal traguardo. Attendista e sempre nascosto fino a quel momento, Alejandro Valverde ha preso la testa del gruppo principale negli ultimi 400 metri, sviluppando una progressione che gli ha consentito di staccare Michael Albasini (Orica-Scott) di ruota e di riportarsi su Martin proprio in prossimità dell’ultima curva. La volata è stata senza storia, con lo spagnolo della Movistar che ha alzato le braccia al cielo per dedicare la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi a Michele Scarponi, cui erano andati i suoi pensieri anche prima della partenza. Martin si è dovuto accontentare della seconda piazza, mentre Michal Kwiatkowski (Team Sky), più staccato, ha completato il podio con un buon finale in rimonta. Quarta posizione per l’australiano Michael Matthews (Sunweb), molto pericoloso per questa corsa anche in ottica futura, che ha preceduto Ion Izagirre (Bahrain-Merida), protagonista sul Saint-Nicolas, Bardet, Albasini, Adam Yates, Woods e Majka, che ha completato la top 10. Undicesimo Greg Van Avermaet mentre Domenico Pozzovivo (AG2R) è stato il migliore degli italiani in 12esima posizione. Fabio Felline (Trek-Segafredo) ha tagliato il traguardo come 16esimo.

Tratto da: “http://www.oasport.it”.

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