Elezioni Amministrative 2016

Le Elezioni Amministrative 2016 si terranno il 5 giugno nelle regioni a statuto ordinario, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia. Il turno di ballottaggio è stato fissato per il 19 giugno.

Hanno scelto date diverse le altre due regioni a statuto speciale. Il Trentino Alto – Adige ha indetto le elezioni l’8 maggio e la Valle d’Aosta il 15 maggio con un solo comune al voto.

Andranno al voto complessivamente 1.363 comuni, di cui 1.175 appartenenti a regioni a statuto ordinario e 188 a regioni a statuto speciale.

Si voterà anche in 26 nuovi comuni istituiti nel 2016 mediante fusioni amministrative di territorio.

In sintesi, i numeri della consultazione elettorale sono i seguenti:

  • comuni al voto: 363 su 7.999 comuni italiani (17,0%)
  • comuni >15.000 ab(*): 154 su 1.363 (11,3%)
  • comuni ≤15.000 ab(*): 209 su 1.363 (88,7%)
  • capoluoghi di provincia: 26 (di cui 1 con meno di 15.000 abitanti)

Tra le sfide più attese c’è quella di Roma, dove i candidati a sindaco sono ben tredici. Vediamo chi sono gli aspiranti primi cittadini della Capitale, nell’ordine in cui compariranno sulla scheda elettorale.

Alessandro Mustillo – Partito Comunista
Alessandro Mustillo, 26 anni, molisano, esponente del Partito Comunista è il più giovane candidato sindaco in questo turno elettorale amministrativo a Roma. Già militante e segretario del Fronte della Gioventù Comunista, Mustillo presenta un  programma molto incentrato sul sociale, animato dallo slogan “A Roma non basta un cambio, serve una rivoluzione.”

Virginia Raggi – Movimento 5 Stelle
Virginia Raggi, 37 anni, avvocato, è la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle. L’esponente pentastellata sta raccogliendo numerosi consensi anche al di fuori della sfera d’influenza del M5S.

Fabrizio Verduchi – Lista Civica Italia Cristiana Fabrizio Verduchi, 42 anni, sposato e con tre figli è il fondatore e presidente di Italia Cristiana, movimento “di cattolici impegnati in politica”, si legge sul sito. E la famiglia è al centro della campagna elettorale per le amministrative 2016 di Italia Cristiana, così come il tema della casa: sul sito del movimento è disponibile l’elenco completo dei candidati al consiglio comunale, tutte “facce nuove” per la politica romana.

Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia/Noi con Salvini Giorgia Meloni non ha bisogno di grandi presentazioni. 39 anni, politica di lungo corso militante della destra dai giovani di Alleanza Nazionale al PDL per finire a Fratelli d’Italia di cui è esponente di punta. Per la sua corsa al Campidoglio è sostenuta anche dalla Lega Nord, o meglio dalla lista “Noi Salvini”.

Carlo Rienzi – Lista civica Codacons per Roma
Carlo Rienzi, avvocato, è il segretario di una delle più note associazioni italiane che si occupano della tutela dei consumatori. Noto anche con il “più rompiscatole d’Italia”, Rienzi sta conducendo una campagna elettorale tutta all’insegna della lotta per la trasparenza e la legalità nell’amministrazione comunale, come si legge in un recente post sul blog del candidato.

Michel Emi Maritato – Lista civica Assotutela
Michel Emi Maritato fondatore e presidente di Assotutela, in passato è stato vicino alle posizioni di Renata Polverini, di Vittorio Sgarbi e Reteliberal, con cui ha combattuto la battaglia contro l’anatocismo bancario e di Equitalia. I temi economici sono al centro della sua campagna per la guida della città di Roma.

Alfredo Iorio – Lista civica Patria
Alfredo Iorio, alla guida della lista civica Patria, è il candidato sindaco espressione di Movimento Sociale italiano, Forza Nuova e Fiamma tricolore.

Roberto Giachetti – Partito Democratico/Centro Sinistra
Roberto Giachetti, esponente del Partito Democratico, è tra i pesi massimi del match per il Campidoglio. Con lo slogan “Roma torna Roma” Giachetti sta cercando di portare il Centro Sinistra fuori dalla palude del dopo Marino. Nato a Roma 55 anni fa, già militante del Partito Radicale e redattore di Radio Radicale, Giachetti è stato nelle fila dei Verdi e quindi tra i fondatori della Margherita con Francesco Rutelli. Oggi è vice presidente della Camera, oltre che deputato del Partito Democratico.

Simone Di Stefano – Casapound
Simone Di Stefano, già vice presidente di Casapound, è noto ai più per l’arresto rimediato nel 2013 per esser salito sul balcone della rappresentanza Ue a Roma sfilando la bandiera europea per sostituirla col tricolore. 39 anni, già militante del Movimento Sociale, abbandonato dopo la svolta di Fiuggi è tra i fondatori di Casapound il movimento della destra sociale molto attivo a Roma.

Stefano Fassina – Sinistra per Roma
Stefano Fassina, candidato sindaco di Sinistra per Roma, è un ex esponente del Partito Democratico, in rottura con la linea centrista del premier Matteo Renzi. Economista ed ex sottosegretario del governo Letta, Fassina ha grande attenzione per i temi sociali e sta portando avanti una campagna elettorale all’insegna dell’attenzione per le periferie e per il disagio, con lo slogan #lameglioRoma.

Dario Di Francesco – Unione Pensionati/Lista Centro Dario Di Francesco, già candidato a sindaco di Roma nel 2001 con la lista “Avanti Lazio”, ci ha riprovato poi nel 2008 con la lista “No Euro – I grilli parlanti”. Quest’anno si presenta con cinque liste: Viva l’Italia, Lega Centro, Per Roma, Grillo Parlante e Unione Pensionati.

Alfio Marchini  – Roma Popolare/Forza Italia/Centro Destra
Alfio Marchini, 51 anni, è un imprenditore nel settore della costruzioni per “eredità di famiglia”. Consigliere comunale uscente, si era candidato alle precedenti elezioni ottenendo poco meno del 10% dei consensi. In questo turno elettorale la sua lista “Roma Popolare” è riuscita a far convergere i consensi di una larga fetta del centro destra, tra cui quelli di Forza Italia, fino ad un mese fa indirizzati sull’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Mario Adinolfi – Il popolo della famiglia
Mario Adinolfi è nato a Roma nel 1971. Giornalista e blogger, dopo aver militato nella Democrazia Cristiana e nel Partito Popolare Italiano, nel 2001 ha fondato il movimento Democrazia Diretta, con cui lo stesso anno si è candidato sindaco di Roma. Nel 2014 fonda il giornale “La Croce” e nel 2016, dopo essere stato tra gli organizzatori del Family Day, il partito “Il popolo della famiglia” con cui si candida alla guida della città di Roma.

COME SI VOTA –> Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi:

1. tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato Sindaco da quest’ultima appoggiato;

2. tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere, tale possibilità, prevista per i i cittadini dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”;

3. tracciando un segno solo sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.
Nei Comuni con più di 15.000 ab. è eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno).

Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare la seconda domenica successiva per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio).

Al secondo turno viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi.
I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.

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