Il Bitcoin Ritorna di Moda!

Non si arresta la corsa del Bitcoin, che per la prima volta da gennaio 2018 ha superato la soglia dei 15 mila dollari. Ora da inizio anno 2020, la più diffusa delle criptovalute sta facendo segnare un rialzo del 107%, con una capitalizzazione di mercato che ha superato i 200 miliardi di dollari (è il 66% circa di tutto il mercato delle criptovalute). Una corsa che sembra destinata a proseguire nel tempo, soprattutto se si guarda ai precedenti due «halving» (dimezzamento della produzione di monete virtuali) che ci sono stati nel 2012 e poi nel 2016. In entrambi i casi il Bitcoin è letteralmente esploso, facendo registrare un’impennata di quasi il 9.000 per cento.

Prima il test dei 12 mila dollari, poi il superamento dei precedenti massimi toccati in area 14 mila, nel 2019, e ora il raggiungimento e la rottura della soglia dei 15 mila dollari. Nelle ultime settimane (inizio Novembre 2020), il Bitcoin è riuscito a superare i livelli tecnici più importanti che ne stavano frenando in qualche modo la corsa e ora molti ostacoli sembrano essere stati rimossi verso il raggiungimento dei record assoluti, toccati a dicembre 2017 a quota 20.000 dollari.

«Gli investitori danno molta importanza a questi cosiddetti livelli di resistenza, in quanto si tratta di punti in cui si verifica spesso un’attività di acquisto o di vendita», commenta Simon Peters, analista di mercato ed esperto di criptovalute di eToro. E proprio per questo, la rottura dei tre livelli citati in precedenza (12.000, 14.000 e 15.000) potrebbe favorire un’ulteriore ascesa del Bitcoin. Soprattutto considerando che il rialzo delle ultime settimane è stato seguito da una esplosione dei volumi (fattore tecnicamente importante).
Ad ottobre 2020, il Bitcoin è stata l’unica criptovaluta a far registrare un aumento degli scambi. Un’impennata che potrebbe essere stata favorita anche dalla notizia del nuovo servizio di compravendita di criptovalute lanciato da PayPal. A fronte di un calo generalizzato su tutti i criptoasset, infatti, nel mese di ottobre gli scambi del Bitcoin sono saliti invece del 16 per cento. ”Il Bitcoin ha rappresentato il punto focale per gli investitori in quest’ultimo mese – argomenta Peters di eToro –. Con un aumento sorprendente dei prezzi, gli investitori hanno chiaramente acquistato Bitcoin in previsione del prossimo possibile trend rialzista. D’altronde, con gli stimoli fiscali che continuano a essere un argomento aperto e grazie anche all’interesse degli investitori istituzionali, le prospettive del Bitcoin per i prossimi mesi sembrano essere rosee e l’aumento degli scambi registrato a ottobre potrebbe essere il preludio di quello che accadrà in futuro”.
Uno dei motivi che hanno spinto alla creazione del Bitcoin è il timore che l’aumento degli stimoli fiscali possa svalutare le valute tradizionali a livello globale. Di conseguenza, quando le banche centrali annunciano ampi piani per iniettare denaro nelle economie, molti investitori della comunità «cripto» reputano questo come un importante segnale per l’acquisto dei Bitcoin.

«La lunga stagione delle elezioni americane sta gradualmente volgendo al termine, e la situazione legata agli stimoli fiscali negli Usa potrebbe divenire più chiara. Qualsiasi pacchetto di questo tipo potrebbe generare un indebolimento del dollaro americano e, in futuro, ulteriori aumenti del prezzo del Bitcoin».
Ma quali sono state storicamente le prestazioni del Bitcoin prima e dopo le elezioni presidenziali Usa? «Storicamente, il Bitcoin dopo un mese dalle elezioni ha chiuso a livelli più elevati rispetto a quelli registrati nel giorno stesso delle presidenziali – segnalano da 21Shares –. Questo significa che le elezioni potrebbero essere, in generale, un elemento favorevole per la prestazione del Bitcoin. Inoltre, la performance durante questa tornata elettorale ha nettamente superato quelle registrate a ridosso delle precedenti votazioni, perché il Bitcoin continua a essere sempre più integrato nei mercati finanziari e nell’economia globale».

Analizzando graficamente l’andamento del Bitcoin dalla sua nascita (era il 2008) ad oggi è possibile trovare molte similitudini nel comportamento della criptovaluta in occasione degli «halving»? Avvertiamo che si tratta di un mero esercizio statistico che non può fornire in alcun modo indizioni per il futuro. Comunque, se si guarda alle tempistiche con cui i prezzi hanno raggiunto i nuovi record, si può rilevare che sia nel 2012 – quando la quantità di moneta virtuale prodotta è stata dimezzata da 50 a 25 ogni 10 minuti – sia nel 2016 – quando si è passati da 25 a 12,5 – il Bitcoin ha superato i precedenti record esattamente 10 mesi dopo l’halving. Inoltre, al 12° mese ha raggiunto un nuovo record assoluto. Tempistiche che, se dovessero ripetersi anche quest’anno (il terzo halving c’è stato lo scorso 11 maggio), potrebbero portare la criptovaluta a raggiungere un nuovo record storico a marzo del 2021. E il target, sempre da un’analisi grafica, potrebbe essere collocato in prossimità dei 50 mila dollari.

All’inizio, per poter comprare Bitcoin c’erano solo gli exchanger, ovvero i cambiavalute. Ne sono un esempio Bitsmap, Kracken oppure Coinbase, giusto per citare le società più conosciute. Poi nel corso degli anni si sono diffusi numerosi strumenti che consentono di accedere alle criptovalute, tant’è che oggi possono essere comprate con estrema facilità (e in sicurezza). Lo si può fare da una piattaforma di trading, oppure attraverso gli Etp (Exchange traded product) quotati in Europa, o ancora utilizzando applicazioni dedicate scaricabili sul proprio smartphone.

Prima di investire in criptovalute, però, è importante imparare a conoscere l’asset class e capirne i meccanismi. E soprattutto bisogna avere un adeguato profilo di rischio. Si tratta di asset estremamente volatili e quindi che incorporano un livello di rischio molto alto.

Tra le App dedicate all’acquisto di Bitcoin ce n’è una tutta italiana, Conio, che si differenzia dagli exchanger per il semplice fatto che non è un cambiavalute. Conio è un wallet digitale che funge da broker, mantenendo i rapporti con gli exchanger.

Utilizzare questa applicazione è molto semplice. Basta scaricarla sul proprio cellulare, iscriversi inserendo il proprio indirizzo email e scegliendo una password, e collegando all’applicazione una carta di credito o una carta prepagata. Fatto questo è subito possibile acquistare (e successivamente vendere) Bitcoin con limiti di compravendita fino a 5 mila euro al giorno con carta (15 mila euro con bonifico) e 50 mila euro l’anno. Il servizio di Conio è disponibile anche attraverso il conto Hype di Banca Sella.

Negli ultimi anni, in Europa si sono diffusi anche diversi Etn ed Etp che consentono di investire in Bitcoin o in altre criptovalute. I primi Etn sono stati quotati nel 2015 sulla Borsa di Stoccolma da Xbt Provider. Nel 2018, poi, l’allora Amun Ag, oggi 21Shares, ha portato sulla Borsa di Zurigo un Etp che replica un paniere di monete digitali. E più di recente ha debuttato, sempre a Zurigo, anche WisdomTree con un Etp tutto sui Bitcoin nella versione sia in dollari sia in euro. Negli ultimi mesi, poi, 21Shares ha ampliato ulteriormente la gamma di Etn che replicano le monete digitali, quotandoli anche in Germania e avviando la procedura per poterli listare anche sul mercato italiano. Tra gli ultimi ”replicanti” targati 21Shares anche un Etp short sul Bitcoin, un prodotto che consente di guadagnare se il Bitcoin scende.

Tratto da: “corriere.it”.

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