Il Nuovo Digitale Terrestre

Da dicembre 2019 si potrà chiedere il bonus per comprare una nuova tv, perché dal 2021 cambierà il metodo di ricezione dei canali.

Il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato che dal prossimo dicembre 2019 si potrà richiedere un bonus come incentivo per cambiare televisione, a certe condizioni. Il motivo di questo incentivo è che milioni di italiani hanno una televisione che non sarà compatibile con i cambiamenti che verranno introdotti a partire da settembre 2021 e che riguarderanno il segnale del digitale terrestre. In pratica si passerà dall’attuale trasmissione attraverso il sistema DVB-T1 (Digital Video Broadcasting-Terrestrial 1) ad uno di generazione successiva e di qualità migliore, chiamato DVB-T2, che però potrebbe non essere compatibile con le tv che hanno più di due anni. Molte persone potrebbero quindi dover cambiare il loro televisore per continuare a usare il segnale del digitale terrestre.

Prima di tutto, perché si cambia?
Del passaggio alla tecnologia DVB-T2 si parla già da diversi anni, da quando si cominciò a parlare del 5G, le reti mobili di nuova generazione che dovranno sostituire gradualmente l’attuale 4G, offrendo connessioni a Internet più veloci e minori tempi di attesa. In Italia le reti 5G occuperanno le frequenze attualmente utilizzate per la trasmissione del segnale digitale terrestre DVB-T1: per permettere quindi lo sviluppo del 5G è necessario spostare i segnali televisivi su altre frequenze e a questo serve il passaggio al DVB-T2.

Insieme al passaggio al sistema DVB-T2 è stato però deciso anche il passaggio a un diverso sistema di codifica dei segnali audio e video: progressivamente verranno abbandonati gli standard MPEG-2 e MPEG-4 e si passerà allo standard HEVC (High Efficiency Video Coding), di qualità maggiore. Questo secondo passaggio è anche legato al fatto che – semplificando molto – il segnale HEVC occupa meno spazio sulle frequenze con cui è trasmesso e questo permetterà di non perdere canali nel passaggio al DVB-T2.

Come e quando si cambierà
Il passaggio al nuovo digitale avverrà con tempi diversi a seconda delle aree geografiche e a seconda che si tratti di segnale televisivo nazionale o locale. Va inoltre tenuto presente che i periodi di transizione indicati dal governo valgono come date limite: le emittenti televisive potrebbero decidere di cambiare segnale nel primo o nell’ultimo giorno disponibile, avvisando in anticipo gli utenti.

Tra il primo settembre 2021 e il 20 giugno 2022, le emittenti televisive dovranno abbandonare lo standard video MPEG-2 in favore dello standard MPEG-4, che è quello usato per i video su internet e permette una maggiore compressione dei dati trasmessi. In questa prima fase non sarà obbligatorio il passaggio alla trasmissione DVB-T2, che sarà però possibile per le emittenti che preferiranno anticipare la transizione. Durante la transizione sarà garantita la trasmissione dei programmi regionali Rai con il sistema DVB-T1.

Questa operazione sarà graduale: dal primo settembre al 31 dicembre avverrà in alcune regioni del Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia); poi fino a marzo del 2022 sarà la volta di Liguria, Lazio, Umbria, Toscana, Campania, Sardegna; infine tra marzo e giugno 2022 ci sarà il passaggio anche in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo e Marche.

Tra il 21 e il 30 giugno 2022, poi, le emittenti dovranno passare obbligatoriamente alla trasmissione DVB-T2 e adottare lo standard HEVC.

Quali televisori funzioneranno e quali no
Le tv che funzionano con lo standard MPEG-4 sono in vendita da dieci anni, quindi la transizione dal segnale MPEG-2 al MPEG-4 non dovrebbe creare grossi problemi. È comunque possibile che televisioni più vecchie di 10 anni continuino a funzionare, specialmente se sono televisioni di fascia alta. Potrebbe dare più problemi il passaggio al DVB-T2, che – spiega Altroconsumo – è uno standard diffuso su molti televisori in vendita dal 2013.

Dal gennaio 2017 è invece obbligatorio vendere televisioni che funzionino con lo standard DVB-T2/HEVC, quello che sarà obbligatorio per tutti a partire dal 30 giugno 2022. Altroconsumo dice che i televisori acquistati nel 2016 potrebbero già essere adatti a ricevere il segnale DVB-T2/HEVC, ma questo non è garantito.

Come capire se un televisore sarà adatto ai nuovi standard di trasmissione
Per capire se un televisore è adatto al segnale MPEG-4 basta andare su un canale che trasmette in HD (Alta definizione): se si vede correttamente il segnale MPEG-4 è ricevuto correttamente. Una prova si può fare con il canale 501 del digitale terrestre, che è Rai 1 HD.

Per capire la compatibilità con i segnali DVB-T2/HEVC, se si hanno dei dubbi, bisogna fare riferimento al manuale del televisore. Wired aveva dato qualche consiglio e riassunto le cose più importanti da guardare.

Cosa si può fare se si ha una tv che non riceve il nuovo digitale?
Se avete una tv che non riceve il DVB-T2, potete risolvere in due modi: utilizzando l’incentivo statale per comprarne una nuova, oppure comprando un decoder che decodifica il segnale DVB-T2 e che di solito costa intorno ai 30 euro. Il ministero non ha ancora stabilito l’entità del bonus, né chi ne avrà diritto, ma sui giornali si parla di una cifra vicina ai 50 euro e sembra che la misura riguarderà chi ha un ISEE inferiore ai 21mila euro circa.

Ad inizio Novembre 2019 c’è stato un incontro al ministero dello Sviluppo economico in cui si è discusso come comunicare il programma di transizione verso il nuovo digitale terrestre ai cittadini, e l’entità degli incentivi per comprare una nuova tv. Dopodiché il ministero ha confermato che si potrà richiedere il bonus a partire da dicembre 2019, annunciando un decreto che dovrebbe essere pubblicato entro fine Novembre 2019. La sottosegretaria Mirella Liuzzi ha detto che la loro intenzione è quella di aumentare i soldi stanziati nell’ultima legge di bilancio 2019 (151 milioni di euro), ma non è chiaro se questo avverrà e se l’incentivo riguarda anche chi vuole comprare solamente il decoder.

Tratto da: “ilPost.it”.

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