Italia – Spagna: le pagelle

L’Italia apre e chiude la parabola della Spagna. Da Euro 2008 a Euro 2016 la Nazionale Spagnola ha dettato legge, imposto il suo tipo di calcio, vinto tanto e rappresentato un periodo storico del calcio. La storia della Spagna del tiqui-taca incominciò proprio per colpa dell’Italia. A Euro 2008 la compagine azzurra incrociava la Spagna ai quarti di finale. Per gli iberici eravamo le bestie nere. Mai la Spagna aveva battuto gli Azzurri in una partita ufficiale e da una quindicina d’anni ormai gli spagnoli erano sicuri di avere la migliore nazionale del mondo, giusta sintesi dei due club egemoni e superiore per uomini e qualità di gioco a tutte le altre. Tuttavia la prova del nove, la dimostrazione di questo assioma del calcio era sempre sfuggita, con la Spagna sempre qualificata alle varie manifestazioni con record vari di vittorie e imbattibilità, prime fasi vincenti e successivamente sempre eliminazioni clamorose, impreviste, brucianti. A volte anche per mano dell’Italia, come a USA ’94, quando i rossi sentivano già profumo di semifinale.
Tuttavia quella volta, nel 2008, si trovarono di fronte un’Italia ferita e demotivata. Gli Azzurri avevano perso malamente all’esordio contro l’Olanda, avevano pareggiato con sfortuna contro la Romania ed avevano vinto contro una Francia allo sbando, guadagnando la qualificazione grazie al contemporaneo impegno dei Paesi Bassi, che avevano sconfitto la stessa Romania. L’Italia aveva pagato la partita con la Francia a caro prezzo, perdendo per squalifica Pirlo e Gattuso ed avendo il capitano Cannavaro fuori per infortunio. Alla fine gli Azzurri si accontentarono di non prenderle dalla Spagna, la quale invece aveva una paura matta di venire trafitta da quell’Italia apparentemente remissiva (troppe volte era successo che gli spagnoli perdessero una partita a eliminazione diretta per vanagloria). La mancanza di coraggio di Donadoni e la mancanza di intelligenza calcistica di molti interpreti dell’epoca (visto a fine partita un Di Natale festante per aver strappato lo 0-0 (lo stesso giocatore che due anni dopo, alla fine della partita con la Slovacchia che ci eliminava dal Mondiale, era contento perché era riuscito a segnare un gol) portò a una sofferta eliminazione ai rigori.
Ottenuta quella spinta, la Spagna, avendo eliminato i freschi campioni del Mondo in una partita decisiva, prese l’abbrivio per inaugurare un ciclo vincente come pochi. Per la precisione, però, andrebbe detto che per la statistica quella partita fu un pareggio (in questo periodo la Spagna ha vinto contro di noi una sola partita ufficiale: la finale degli Europei 2012).
La parabola di quella Spagna è terminata ieri, al cospetto di un’Italia di ben altra pasta rispetto a quella remissiva di Donadoni.
Onore delle armi a Del Bosque e a i suoi quindi; si chiude forse l’epoca del tiqui-taca, ma non quello di una Spagna vincente, visto che il successo dei club e il grande numero di talenti permetterà una ripartenza immediata fin da settembre. E tanti applausi per il commovente impegno dei nostri.
Buffon 8: Presente e sicuro, da lontano e su corta distanza ogni palla è sua. Neutralizza Iniesta da lontano, ma soprattutto smanaccia via il gancio di Piqué, sferrato da pochi metri, salvando la partita in un momento cruciale.
Barzagli 7: Il solito baluardo. Dalla parte sua si decentra spesso per aiutare sulla fascia. Purtroppo ci fa prendere uno spavento spizzando male la palla che poi finirà a Piqué nel finale.
Bonucci 7,5: Evapora Morata come una cedrata; Nolito finito; Aduriz la situazione non migliora. Insomma, chi passa dalle parti sue deve cedere. E alla fine quindi Del Bosque decide di giocare senza centravanti!
Chiellini 8: La sua parte è la più impermeabile alle frecce iberiche. Non bastasse, si fionda su quella palla in area arrivando in mischia segnare di stinco. Insomma, una delle sue prestazioni storiche.
Florenzi 7: Forse non lucidissimo con la palla tra i piedi, ma corre per quattro per coprire le avanzate avversarie.
Parolo 7: Ingabbia Iniesta quando passa dalle parti sue. Sderena Aduriz. Tiene la linea del Piave quando la Spagna muggisce.
De Rossi 7,5: Per vie centrali la Spagna ieri non ha fatto assolutamente nulla.
Giaccherini 8: Il contachilometri segna 13 a fine partita. Con tanto che li ha fatti di corsa, siamo di fronte a una prestazione storica per quantità e qualità.
De Sciglio 7,5: Chi lo dava per finito dovrà ricredersi. Intanto compie bene la fase difensiva, da ieri ha aggiunto anche alcune idee in fase offensiva.
Éder 6,5: Corre, corre, anche se non gli perdono il gol mangiato.
Pellé 8: Al di là del gol, finalmente disputa una partita impeccabile dal punto di vista del supporto alla squadra. Piazzato sulla tre quarti, spalle alla porta, calamita tutti i palloni e vince tutti i duelli aerei.
Thiago Motta 5: Al di là dell’ammonizione stupida, ho la netta impressione che abbia toccato solo un paio di palloni. Poi, per carità, aggiunge la sua personalità ed il suo carattere, ma in campo l’ho visto giocare poco a pallone.
Insigne 7: Pochi minuti per mettere scompiglio nella difesa spagnola. Sbaglia un gol secondo me in maniera grave, ma si rifà con un’apertura non banale per il raddoppio.
Darmian sv: Troppo poco in campo, ma merita di essere citata la sua incursione sulla fasci vista da Insigne ed il suo susseguente assist per il raddoppio.
Conte 8: Ben studiata e ben applicata. Il CT sa come farsi obbedire.

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