Le presidenziali Americane

Dopo mesi di dibattiti, campagna elettorale e proclami vari Hillary Clinton sarà la candidata del Partito Democratico alle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti in programma il prossimo 8 novembre.
La notizia più rilevante è che per la prima volta un partito politico statunitense candida una donna alla presidenza, negli oltre 240 anni di storia del paese.
La Clinton, che ha battuto lo sfidante Bernie Sanders, ha raggiunto la maggioranza assoluta dei delegati eletti con le primarie e dei superdelegati – cioè dirigenti del partito – che voteranno alla convention di quest’estate e che la sceglieranno formalmente come candidata del partito.
I dati ci raccontano che la candidata democratica ha chiuso le primarie avendo vinto 32 stati contro i 22 di Sanders e ottenendo 15 milioni di voti contro gli 11,8 di Sanders.
La sua storia: Hillary Clinton ha 68 anni ed è un personaggio di lunghissimo corso nella politica statunitense. Nel corso della sua carriera è stata avvocato, attivista per i diritti civili, first lady di Bill Clinton in Arkansas e poi alla Casa Bianca (e una first lady molto attiva politicamente, al punto da promuovere negli anni Novanta una riforma sanitaria), senatrice dello stato di New York eletta per due volte, segretario di Stato della prima amministrazione di Barack Obama. In mezzo era anche già stata una volta candidata alla presidenza degli Stati Uniti, nel 2008, quando perse a sorpresa proprio contro Obama.
Tra le sue proposte notiamo quella di aumentare il salario minimo, di aiutare e finanziare gli studenti che si indebitano con le banche per iscriversi all’università, di difendere ed espandere la riforma sanitaria di Barack Obama, di abbassare le tasse sulla classe media alzandole ai più ricchi, di eliminare le differenze di retribuzione tra uomini e donne. Alle primarie è stato determinante per lei il sostegno degli elettori delle cosiddette “minoranze etniche”, soprattutto afroamericani e latinoamericani, i due segmenti demografici più in espansione negli Stati Uniti, che l’hanno votata praticamente in massa.
A novembre se la vedrà contro il repubblicano plurimiliardario Donald Trump, vincitore, a sua volta, delle primarie del Partito Repubblicano. Prima, però, ci saranno tre dibattiti televisivi tra i due contendenti alla presidenza degli Stati Uniti d’America.
Al popolo l’ardua sentenza.

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